Produzione



La prima unità produttiva offshore potrà essere in funzione nel 2015.
Una volta effettuato il pozzo geotermico ed eseguite tutte le prove di produzione (per la determinazione del titolo e dell’entalpia del fluido e delle portate emungibili) la trasformazione in energia elettrica dei fluidi geotermici estratti deve necessariamente avere luogo in mare, al fine di evitare di disperdere il contenuto termico a causa di un eventuale trasporto sulla terraferma. La produzione geotermoelettrica si basa sul principio da sempre in uso nelle applicazioni terrestri, che prevede l’utilizzo di:

  • turbina a vapore;
  • generatore di corrente;
  • sistema di raffreddamento e condensatore del fluido con acqua marina;
  • trasformatore.

Il sistema di sostegno dei macchinari adibiti alla produzione di energia elettrica prenderà spunto dalle piattaforme in uso nell’industria petrolifera con sostanziali modifiche e adattamenti in considerazione del peso delle unità produttive e della migliore stabilità nei confronti delle condizioni del mare, in modo da garantire il maggior numero di ore di produzione elettrica. Le tecnologie da attivare non necessitano di sperimentazioni particolari, essendo esse già note e tarate sulla terraferma.
La realizzazione di un ciclo produttivo geotermoelettrico sottomarino sono in corso anche in Messico, nel contesto del progetto IMPULSA (Alcocer e Hiriart, 2008). Esso prevede però la produzione di energia elettrica dalle manifestazioni idrotermali (vents) sottomarine del Golfo di California tramite un generatore sottomarino, composto da uno scambiatore di calore in cui un fluido secondario viene portato ad evaporazione ed inviato alla turbina.